
Dopo una giornata che passi in mezzo alla città di Roma, al trambusto di una città eterna che non riposa mai vorresti sentire il vuoto nelle orecchie, il "sound of silence" che ti ammanta e ti trascina via. E come se i tuoi desideri fossero sentiti dagli altri ti ritrovi a correre con amici che sentono la tua stessa esigenza. Fabiana si presenta con le cuffie e già si capisce che non vuole sentire nessuno, Aldo parla con me un pò ma poi pure lui si lascia trasportare dal suono più bello, la musica più intima che ci sia: quella del proprio corpo. Siamo in tre ma ognuno corre per se, chi gira di qua chi di là, chi allunga in salita, chi in discesa.Ad un tratto mi allontano allungando il ritmo per poi tagliare il prato di TorVergata per riunirmi al gruppo per vedere Fabiana che riparte mentre Aldo taglia dall'altra parte. Insomma una giostra dei ragazzini impazzita, ma tutta nel silenzio del proprio io, correvamo uno a fianco dell'altro senza parole, solo il fiatone che si faceva ora più forte ed ora più lieve. In termine tecnico si chiama fartlek ma per me oggi è stato uno dei più belli allenamenti degli ultimi anni. Avviso ai naviganti: sto tornando ; preparate le scialuppe perchè quando il vostro gozzetto sarà travolto dalla spuma delle mie onde molti "uomo a mare" si sentiranno strillare per le strade, ma la mia poppa sarà già laggiù all'orizzonte infinito. Ciao Giampy.