martedì 24 marzo 2009

Scalini, gradoni e tappeti volanti.

Amica mia, ricordi quanti scalini quel giorno? Eravamo fianco a fianco, il fiatone ci spezzava le gambe e potevamo solo camminare lungo quei quattrocento scalini, senza mai alzare gli occhi, senza pensare a quanto fossero lunghi e faticosi.
Scalini metafore della vita, piccoli passi che ti accompagnano lungo il percorso, piccoli ostacoli da superare, senza mai alzare la testa. Già da bambini dobbiamo salire per raggiungere tutti gli altri, dobbiamo crescere scalando quei centimetri di scale che sembrano insormontabili, dobbiamo arrampicarci sempre più per scoprire che altre scale arrivano.
Crescendo il gradino si fa più dolce, lo si supera più agevolmente, l'esperienza ci aiuta, altre persone ci aiutano, la scalinata la sappiamo affrontare meglio. Ma stiamo comunque e sempre a testa bassa, da buoni atleti sappiamo che non si deve mai guardare troppo avanti ai propri occhi, solo qualche gradino più su e basta.
E poi un giorno arrivano i gradoni, quando meno te lo aspetti arriva quel gradino quadruplo che non puoi saltarlo a piè pari ma devi scavalcarlo con tutta la tua forza , la tua energia.
Con tutta l'esperienza che puoi avere è sempre un qualcosa di più forte, di più impegnativo, ti fa riguardare indietro a tutti gli altri gradini che hai già percorso, quasi ti fa guardare sopra ma poi non lo fai.
Questi gradoni fortunatamente sono pochissimi, ma duri e senza possibilità di aggirarli, ma con la nostra forza e l'amore di chi ci vuol bene l'arrampicata riprende più forte e sicura, con il cuore pieno di sentimento per quel gradone che così tanto ci ha insegnato e fatto vivere.
Amica mia, il tuo gradone lo hai incontrato in uno dei giorni in cui tu sei solita salire sul tappeto volante, in una di quelle domeniche che solitamente ti vede volare sopra a tutti con eleganza e leggerezza.
Quel tappeto volante che ti permette di sorvolare dall'alto quei gradini e quei gradoni,che ti permette di vedere con più distacco quanto sia dura tutta questa scalinata, quanto sei fortunata ad avere un tappeto volante tutto per te.
Ora questo tappeto è lì che ti aspetta, devi solo risalirci sopra e ricominciare a volare sopra le nostre teste, sopra i tuoi scalini e con quel gradone che nella metafora della vita resterà sempre nel tuo cuore.
Un abbraccio fraterno.

16 commenti:

the yogi ha detto...

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Mathias ha detto...

un abbraccio alla mia amica Jackie..ti sono vicino

Anonimo ha detto...

Sono affezionata alla Maratona di Roma, la Maratona della mia città e lì ho sempre tentato di "volare" tutti gli anni, mettendoci il massimo dell'impegno e del cuore...domenica scorsa la mia mente e il mio cuore erano altrove ma ho voluto esserci per la mia bambina che ho accompagnato a correre per la prima volta la stracittadina e per sostenere tutti gli amici che correvano i 42 km..il mio papà veniva sempre a vedermi, era lì sulla salita del Colosseo che mi aspettava e si emozionava quando arrivavo...domenica pomeriggio papà mi ha lasciata per sempre e, hai ragione Giampy, questo è un "gradone" veramente duro e doloroso da superare..è da un pò di tempo che non volo, le mie gambe e il mio cuore sono pesanti e forse ci vorrà un pò di tempo..mi aiuta molto l'affetto delle persone che mi vogliono bene, le persone come te che sanno sempre trovare le parole giuste e che ti riscaldano il cuore.
Grazie Giampiero, sei una persona meravigliosa, ti voglio bene (un abbraccio grande ad Elisabetta)
Jackie

Anonimo ha detto...

Grazie Mathias per il tuo affetto..
Jackie

GIAN CARLO ha detto...

@Jackie poco prima della salita del colosseo sei comunque riuscita regalarmi un sorriso non facile visto cio' che ti circondava.
Mi dispiace non essermi fermato un attimo, ma avevo appena finitoun minuto di chiacchiericcio con i miei compagni di squadra all'inizio di via di San Gregorio...che mi sembrava proprio di tradire la mia città e etc etc.
Con il senno di poi ho fatto un errore, ti abbraccio forte e spero che al più presto le tue gambe torneranno a volare.
Quando ho perso mia mamma 2 anni ho ritrovato nella corsa nuove motivazioni e voglia di vivere al 101%.

Marco Bucci ha detto...

Un abbraccio.

Monica ha detto...

jackie....sei stata e sei nei miei pensieri. un abbraccio virtuale, ma ti assicuro, molto sentito! ricordati che sei il mio mito e spero di vederti volare presto.

Anonimo ha detto...

Giancarlo, nulla è stato facile domenica ma è stato bello riuscire comunque a sorridere perchè così avrebbe sicuramente voluto vedermi mio padre..mi prendo il tuo abbraccio ora, hai vissuto l'esperienza della perdita e spero di reagire presto come hai saputo fare tu..
grazie a Marco e a Monica, abbracci virtuali ma che riscaldano, Monica sei tu un mito, intelligente e sensibile come poche!
Jackie

Anonimo ha detto...

Cara Jackie
ti ringrazio per il caloroso incitamento di domenica scorsa, prima della salita del Colosseo. Si, la stessa salita......dove tu spesso venivi incitata dal tuo papà. Mi ritorna alla mente un tuo scritto in occasione della Maratona di Roma del 2007, dove descrivevi l'emozione provata nel sentire..Forza Jackie..di una persona cara.
Forza Jackie, perchè le persone a noi care, correranno sempre al nostro fianco.

Un abbraccio

Alfredo

MFM ha detto...

Finora ho partecipato a due maratone, in entrambe le occasioni sono passato sotto alla finestra di casa di mio padre che si è affacciato in finestra a salutarmi sbracciandosi.
Papà non sta bene, è bello acciaccato da tempo.
Quest'anno quando sono passato lì sotto da lui mi sono chiesto, chissà se l'anno prossimo...
Perdere i propri genitori per un figlio purtroppo è una cosa naturale, prima o poi succede a tutti. Ma nessuno di noi sarà mai pronto a quel momento.

ugo ha detto...

I gradini sono tanti Giampy, spero che il sacrificio di alcuni renda più ricchi e forti altri e meno vana la loro scomparsa!

Anonimo ha detto...

Alfredo, grazie, forse papà sarà sempre vicino a me, chissà, nessuno può saperlo ma è un pensiero bellissimo...un saluto a MFM, è bello correre la maratona sapendo che una persona cara ci aspetta per salutarci e incitarci..tanti auguri al tuo papà.
Jackie

Massimiliano ha detto...

Cara Jackie,
siamo pieni di futuro nonostante nessuno possa vederlo ( certo possiamo influenzarlo ) ma il passato?nessuno può modificarlo ma è sotto gli occhi di tutti, noi siamo ciò che lasciamo Jackie, noi "siamo" grazie ai nostri codici, etici o morali che siano, codici che non rimangono solo belle parole quando invece vengono legittimati dal tempo che passa.Tuo papà non lo conoscevo ma conosco te e la bellezza di una persona non è mai casuale...W tutti i papà del mondo.Max Maola

ugo ha detto...

Grazie Massimiliano anche da parte mia!

giampiero ha detto...

In questo blog ho sempre scritto di cose mie e ho sempre evitato di raccontare di altre persone, questa volta ho fatto un'eccezione perchè questa nostra amica se lo merita. E' una persona molto amata per la sua modestia e per l'entusiamo che mette nelle sue cose e sapevo che avrebbe avuto molte dichiarazioni d'affetto.
Ma sopratutto sapevo che gli avrei dato la possibilità di potersi esprimere, di poter parlare e di tirar fuori quello che ha di veramente bello e profondo.
credo che Jackie nella scrittura riesca sempre ad esprimere meglio i propri pensieri, riesca a tirar fuori quello che a parole a volte non dice. l'ho sempre pensato e ho sempre visto una grande differenza tra la Jackie scrittrice e la Jackie di tutti i giorni, questa occasione mi permette di poterglielo dire.
Grazie a tutti.

Anonimo ha detto...

Grazie infinite Max, ancora parole bellissime che hanno il potere di riscaldarmi e farmi sentire un pò più serena, è vero ciò che dici, tutti lasciamo una traccia eterna di noi..sei una persona speciale..
Giampy, hai colto ancora una volta nel segno, sono un pò chiusa e non riesco mai a parlare come vorrei,
grazie di tutto..
Jackie