martedì 4 dicembre 2012

C'era una volta il programma invernale..


Cari amici è tornato l'inverno, leggevo un twitter di Orlando Pizzolato che annunciava i suoi -11 gradi ad Asiago e al suo inizio della preparazione invernale. Mi è rivenuto in mente quando ero ragazzo e facevo atletica..la stagione finiva a fine ottobre e a metà novembre si iniziava la preparazione invernale, c'erano le prime campestri ma erano fatte sopratutto come allenamento. Si ripartiva dal fondo lento e il potenziamento in palestra, ci si vedeva sul prato sopra il paese la domenica mattina e si faceva il fartlek. Ora invece si corre sempre ed allo stesso modo, c'è sempre una gara ogni santa Domenica e non c'è differenza alcuna tra la preparazione di Dicembre e quella di Agosto: praticamente non c'è preparazione!! E così non ci sono mai miglioramenti, se non marginali , e si va incontro spesso ad infortuni. Il mondo del podista ormai è un po' così, una esasperazione del tutto, una ossessiva ricerca della quantità a scapito della qualità. Forse una cosa ovvia, come mi disse un giorno Orlando, in quanto col passare degli anni si perde la velocità che serve ad andare forte e quindi si calibrano i propri obiettivi sulla performance di lunga durata e sul presenzialismo ossessionato. Ho partecipato alla Corsa Futurista qualche giorno fa e mi sono reso conto che ormai stiamo rasentando un po' il ridicolo, organizzare una gara in notturna a fine novembre, dover correre con una lucetta in testa, ripetere un circuito più volte..ma non si può rimanere a casa una sera e fare altro? ..voi direte, ma pure tu dove eri?Infatti è la prima e ultima volta che vi partecipo, ho fatto la non competitiva correndo coi figli ed il divertimento è stato quello, ma si potrebbe fare benissimo in una qualsiasi sera magari d'estate. Insomma , mi pare che il nostro movimento stia esagerando nella rincorsa alla organizzazione delle gare, un troppo fiorire di manifestazioni inzeppate poi da eventi collaterali che alla fine con la corsa poco hanno a che fare. Per fortuna c'è ancora il mondo del Trail che ancora mantiene quello spirito di corsa come veicolo di salute e di incontro con la natura e se stessi. Quest'anno ho gareggiato meno rispetto al prossimo anno ma ho cercato di trovare un mio equilibrio correndo sia su strada che su percorsi trail. Domenica corro alla Best Woman, gara ormai classica del lazio, a me piace semplicemente perchè si corre davanti al mare, mi fa ricordare i miei inverni sulla passeggiata ligure a rincorrere sogni e a macinare kilometri. Buona strada a tutti.

5 commenti:

kaiale ha detto...

e domenica a tuttaaaaaaaaaaaaaaaaaa

theyogi ha detto...

una di quelle gare che invece sui potrebbe tranquillamente evitare... tu dirai: ma pure tu dove sarai? ;)

stoppre ha detto...

ciao, per come sono fatto io, se non molla il fisico, è la testa a dirmi che non ne ha più tanta voglia in inverno, anche se devo dirti che correre al buio e con la frontale, magari in gruppo, con la brina a terra che luccica, il vapor acqueo che esce dalla bocca, è molto suggestivo, però deve essere uno svago.
Chi esagera in inverno, a fine marzo è già scoppiato o infortunato. Credo molto nel potenziamento invernale, l'importante è non perdere troppo i lunghi e mantenere un minimo di ritmo...detto niente eh? però dopo i 40 e nache prima, se si perde troppo, ritrovarsi dopo diventa molto più duro.

francos ha detto...

Parole Sante.

orlando ha detto...

Hai centrato a pieno il problema tecnico degli amatori. Riflettevo in questi giorni su questi aspetti per scrivere un pezzo per Correre, febbraio 2013.
A presto e buone corse.

PS ti penso spesso perchè ti "sento" alla radio.