lunedì 16 gennaio 2012

Trofeo Lidense.

Che giornata di sole e di mare in questa Domenica di Gennaio molto triste che verrà ricordata come la settimana della nave del Giglio. Stare qui in riva e sapere che a pochi km da qui si è consumata una tragedia assurda , che delle vite sono state spezzate a causa di una imperizia da veri dilettanti , mette un'angoscia che non si può spiegare.
Per chi è nato e cresciuto al mare è consapevolezza il sapere che questa immensa e meravigliosa creatura che abbiamo davanti sa trasformarsi in un mostro che spazza via e inghiotte tutto. Chi vive accanto ad essa sa come starci accanto, come viverci assieme, ed è per questo che ti assale l'angoscia, per il rendersi conto che ancora ai giorni nostri c'è chi la tratta con sufficienza e approssimazione. Un Comandante di nave che si avvicina così alla costa, che perde tempo nei soccorsi e che scende per primo dalla nave che affonda, mette angoscia, ti fa sentire nudo di fronte a tutto, fragile e in balia della sorte per colpa di altri, per colpa della dabbenaggine di altri.
E con tutti questi pensieri che mi accompagnano dalla sera di Venerdì che scendo giù al mare dopo una notte di lavoro e di apprensione nel seguire i soccorsi dentro alla nave delle feste. La settimana è stata avara di allenamenti, solo due di lenta a tor vergata, uno con Ezio finito camminando per un prevedibile attacco di fame e uno con Regina . Allora bisogna recuperare e sopratutto iniziare ad allungare i km per preparare la Maratona di Milano che ci aspetta tra tre mesi esatti. La gara a Ostia è di 15 km, basta fare un po' di km prima e il gioco è fatto, non è facile perchè faccio la notte in piedi al lavoro e poi al mattino presto fa freddo ma il gruppetto di amici è formato. Ci vediamo quindi presto sulla passeggiata di Ostia con Ivana , Barbara, Regina , Io e Andrea. Corriamo per 8 km saltando tutto il rito maori e l'atmosfera del gazebo che anima il pre gara. Ci accodiamo ai 1400 già pronti sulla linea del via e partiamo per i 15 km di gara, incontro lo stesso gruppetto di blogger della gara della Befana e mi trovo subito coinvolto nel loro ritmo. Vorrei correre piano, di lenta, ma tra una battuta e l'altra con Yoghi, Marco e Franco oltre che ad un clandestino Runner Blade, mi ritrovo sul passo dei 5'10 e non posso tirarmi indietro. Il percorso si allunga tra il lungomare e la pineta di Ostia, scivola lungo la parte finale della Cristoforo Colombo, che corrisponde agli ultimi km della ROma Ostia e rientra dentro le case della cittadina marinara. Tengo bene per tutta la gara con qualche km centrale corso ben sotto i 5', alla fine qualche crampo inizia ad affiorare ma alla fine i km saranno 23 e ci può stare. Ricorro soltanto da due settimane dopo uno stop di quasi un mese, un po' di adattamento ci vuole e ti fa capire che comunque la forma non è proprio da buttare.
Mentre corro ripasso mentalmente le settimane e tutti i lunghi che mi separano da Milano, a pensarla così mette un po' paura ma so che ce la farò. Ogni giorno sento e scopro di qualche amico che ci sarà a Milano e mi mette più forza addosso , mi da entusiasmo sapere che sarà una bella domenica di incontri con tanti amici di tutta Italia.
Nel frattempo , tolte le scarpette da runner, ci stiamo preparando in casa orange ad una nuova iniziativa, un Magazine tutto nostro, un giornalino cartaceo con dentro i racconti delle nostre gare e altre cose riguardanti il mondo della corsa. Abbiamo fatto una redazione di una decina di persone ed abbiamo già pronto il numero zero che distribuiremo domenica prossima alla corsa di Miguel. Stasera la presenteremo alla trasmissione Atletica Atletica condotta da Luciano Duchi, il Patron della Roma Ostia e Presidente storico dei Bancari Romani. Per ora vi lascio un po' di sorpresa e ne parlerò in settimana, anche questa è un'occasione per continuare a vivere il mondo della corsa, per stare sempre vicino a questa mia passione profonda, a questa eterna voglia di mettermi scarpe e canotta e di scendere in strada, di arrivare fino al mare, il mio mare. Ieri su facebook ho pubblicato la foto che vedete sopra commentandola in didascalia come "il mio mare" e tutti a dirmi che mare è questo che penso mio. Io intendevo dire non Mar Tirreno dove vivo o Mare Ligure dove son cresciuto se non addirittura Mar Mediterraneo dove sono nato, ma molto più semplicemente IL mare, cioè quella grande distesa d'acqua che sento mia a qualsiasi latitudine e longitudine si trovi. Il mare che sento dentro di me, che mi manca sempre vivendo in città e collina, quel modo di vivere che solo al mare si può avere, il mare dei miei sogni.
Una corsa dedicata a quelle persone che in questo mare , in questa domenica di gennaio hanno avuto fine alle loro vite, per un'assurda legge di sentirsi padroni di tutto, di poter governare tutto non pensando che siamo sempre , noi uomini, piccoli gozzi in mezzo alla Tempesta.

8 commenti:

kaiale ha detto...

grande Giampy,
sono eventi che più o meno lasciano tutti con l'alamro in bocca e con tanti pensieri

francos ha detto...

Bel racconto, purtroppo è L'Italia dei raccomandati,al primo problema scappano.

theyogi ha detto...

curioso che anch'io, nelle tre città che sin'ora ho abitato, abbia trovato il mare..... forse fa parte del nostro dna, al contrario della corsa... ;)

theyogi ha detto...

ps. se poi ti decidessi pure a togliere quell'H dal mio nick....

GIAN CARLO ha detto...

Un vero lupo di mare ...normale che il raccordo anulare non sia il tuo navigare.
A Milano il mare non c'è, ma credo che ti basterà perdere 4-5 kg e farai la tua bella figura.

giampiero ha detto...

Y O G I

Anonimo ha detto...

bentornato!!!!!

Marco ha detto...

il bello dei tuoi racconti è che riesci a trasmettere tante emozioni, per la corsa e non solo.

domenica ci sarà anche io, vediamo se mi dedichi almeno una riga al prossimo post :)
a presto!