giovedì 25 febbraio 2016

Supereroi vi stimo !



Una semplice ciocca, bugna, bolla, vescica , un piccolo solco sulla pianta del piede, basta così poco per cascare in terra, per passare da supereroe a mega pippa. Corri da anni e da anni fai errori madornali, tipo non mettere una crema anti sfregamento prima di correre 25 km. Ma come fanno i maratoneti da 25 gare all'anno a non avere mai problemi così stupidi come il mio? Domande al vento perché comunque non mi risponderanno, stanno correndo i lunghi alla faccia mia ..

Dopo uno stop di due settimane ho ricorso ieri insieme all'amico Oscar, ho fatto tre quarti d'ora con un semplice fastidio al piede e devo dire che dopo la corsa sentivo la zona interessata più morbida e rilassata. Mi resta un torpore alle dita piccole , la scarpa comunque non mi convince, forse è troppo affusolata per il mio piede e mi costringe le dita piccole verso l'interno. Il piede sinistro invece non ha alcun problema.

Quindi si ricomincia un po' daccapo con meno convinzione, vediamo come va la prossima uscita.

domenica 14 febbraio 2016

Pied a Terre !!

Mi son fatto un bel pied a terre!
-Ah, bravo! E come hai fatto? Non hai un euro da spendere per andare al cinema e ti sei fatto una casetta tutta nuova? Magari una garconniere?
-Ma cosa hai capito stupido amico mio?
Giovedì ho ricorso 24 km in compagnia di Stefano a Tor Vergata, tutto bene nonostante le variazioni di due giorni prima e ancora un po' di dolore sotto alla pianta del piede. Tutto liscio fino all'arrivo a casa dove il dolorino al piede è riapparso, la bolla papale tornava a battere sul piede che duole.

Si è ricreata una bollicina sotto a quella già scoppiata e così da imbecille alle prime armi, combatto contro le bolle e ho il pied a terre!
Come dire, le gomme sgonfie , se non addirittura bucate, devo stare fermo e far guarire questa piaga sotto cutanea. E dire che questa preparazione stava andando proprio bene, quattro allenamenti a settimana, già 5 corse fatte sopra i 20 km in 1 mese e mezzo e ora fermo al palo magari facendo della cyclette.

Odio preparare le maratone solo per questo motivo, contrattempi stupidi che diventano montagne quando si prepara una 42, porterò pazienza, al limite la cammino leggendomi un bel libro eheh..

Buon San Valentino amici, mi raccomando continuate a leggere ma non azzardatevi a commentare, non sia mai che vi si secchino le mani .

mercoledì 10 febbraio 2016

Non getto la spugna!


Che titolone! Ti pare che per una semplice bolla papale rinunci a fare la maratona di Roma?
Il fatto è che quando prepari una gara così lunga ogni contrattempo ti mette l'ansia e ti preoccupi che non possa andare a buon fine. Per questo ho fatto poche maratone , perché lo stress nel prepararla è sempre tanto, devi centellinare tutto e basta una stupidata per farti saltare i buoni propositi.

Sabato ho ricominciato i turni delle mattine e notti e subito ha fatto capoccella il mal di gola,  appena ho varcato la porta di casa alla 4 e 20 in piena notte. Per allenarsi è meglio lavorare di sera e correre nelle ore di pranzo in inverno.

Ieri era il quarto giorno che non correvo per permettere alla bolla papale di fare il suo decorso e si asciugasse, sono stati quattro giorni eterni perché dopo il lungo di venerdì volevo sentire come stavano le gambe.



E allora eccomi con Stefano sul fare della sera a tor vergata a fare 5 km di lenta e poi partire per una bella serie di 200 con recupero 200, alla fine ne facciamo 15 per un totale di 6 km da aggiungere ai 5 di lenta. C'era un forte vento e correre non era facile, però ho corso bene, le gambe sono sciolte e la bolla ha retto abbastanza: ho ripreso i colori eheh..



Oggi mancano 2 mesi esatti alla gara, tra due mesi sarò in mezzo a questi fenomeni, insomma non proprio, gli lascerò qualche minuto di vantaggio partendo 5 minuti dopo, giusto per non umiliarli.
E a voi come va la preparazione? Avete fatto dei bei lunghi ? Di cosa avete più paura?
Saremo oltre 60 orange alla partenza e sarebbe bello scambiarsi un po' di idee e magari riuscire a fare pure un bel lunghissimo in compagnia, fate uno sforzo e commentate un po' questo articolo, dai!


Il Colosseo ci aspetta, è lì che ci aspetta da 2000 anni, non facciamolo attendere oltre!

Buona strada!

lunedì 8 febbraio 2016

La Bolla Papale.





Mercoledi' scorso ho accolto per lavoro, Padre Pio nella piazza del Verano, è arrivato u un carro funebre dentro alla sua teca di vetro. Senza essere blasfemi ma sembrava uno di quei camioncini che vendono la porchetta davanti allo stadio, quella sua testa così grande poi, sembrava davvero una sagra di paese.

Isolati dalla folla e dal traffico, ma pure da un qualunque bar per rifocillarci un po', ci siamo sorbiti otto ore di dirette e di attese, avevo le scarpe nuove e intanto il piede destro iniziava a friggere. La mia preoccupazione era rivolta al lungo del venerdì , si il venerdì perchè domenica ho lavorato. Avevo paura che tutte quelle ore senza mangiare mi avrebbero fatto trovare senza forzedue giorni dopo. La solita paranoia del maratoneta, tutti quei piccoli dettagli che diventano un mare di problemi.

Rifocillato a dovere il giovedì mi sparo un'oretta di corsa media, spingo sulle salitelle di tor vergata e ancora sono indeciso se fare il lungo il giorno dopo.

Venerdì: vado o non vado? Stefano viene o non viene? "Sì dai, andiamo dopo le quattro, anzi no mi vengono a vedere la caldaia, andiamo dopo?" , "No Ste, di notte non mi va, insomma io vado ora, adesso, ecco sto uscendo"

Incontro subito Nicola e corriamo assieme per 11 km, incrocio Oscar , Giuliano e Franco, stanno osservando una macchina incidentata e mi invitano a fermarmi, seeeeeee, mentre fai il lungo devi andare dritto come un fuso,pure se la macchina fosse la tua.

Corro bene e mi sorprendo, prendo un gel rivitalizzante e chiudo in 2h21 i miei bei 25 km, le gambe stanno da favola, buoni auspici per una preparazione fatta col cervello.






Sabato mattina: Piazza San Pietro, tanta folla, il solito camioncino della porchetta e Papa Francesco, solite scarpe e tutto assieme un grande fastidio sotto al piede destro, controllo , mi trattengo visto il luogo ma dentro di me volano parole grosse.

E' una bella vescica! Proprio sotto al ditino piccolo, le gambe sono fresche ma la Bolla Papale mi si affissa sul piede come una stimmate!

Forse me la sono cercata , le imprecazioni al Verano per tutte quelle ore in piedi e a digiuno sono state sentite sia da Padre Pio che da Papa Francesco e così hanno deciso di mettermi degli ostacoli sulla via di San Paolo, quella che fa parte del percorso della Maratona di Roma.

Ieri ho preso un tronchesino e ho tagliato un po' di pellaccia, ora stringo i denti e cerco di fare l'uomo che non si lamenta e soffre, ora vi saluto che ho pronto l'anestetico e il Vangelo eheheh.

Buona strada!

lunedì 1 febbraio 2016

Corsa di Miguel.


Va bene, fai pure il figo, ormai sei un maratoneta , il pettorale ti è stato assegnato e ora ti senti dentro la parte, dentro il personaggio che dovrà affrontare i 42 km e spicci. Non puoi più tirarti indietro e venerdì prossimo dovrai affrontare 26 km di lungo per rispettare la tabella.

Ma intanto che fai? Non corri la Miguel tanto per far girare le gambe e per rimanere nel giro di tutti questi amici in mutande della domenica? E allora mi iscrivo fuori tempo e mi becco un bel pettorale da seconda linea a quota 2806. L'anno scorso la corsi in 42.50 e quindi avrei meritato una fascia di rispetto,non fa niente, il Maratoneta parte dalle retrovie e poi esce fuori alla distanza.



Il solito matto che vuole allargare la vista sul Tevere fa crollare mezzo palazzo e così lungotevere Flaminio è inagibile e gli organizzatori si inventano uno zig zag dentro al Foro Italico. Così tanti approfittano e tagliano e fanno la Corsa di Figaro, taglia di qua e taglia di là.

 Parto a 4'45 e piano piano scendo fino a correre intorno ai 4'30, le gambe reggono e mi godo lo spettacolo di questo meraviglioso serpentone umano, è una ininterrotta fila di gente che corre con migliaia di colori, di divise di società e di magliette ufficiali della gara.


Ponte Milvio slucchettato ci accoglie umido e sonnacchioso, ci ravviviamo per i fotografi ma nel gruppo non si parla, si spinge e si fatica. Io manco alzo le braccia, il Maratoneta sa che ogni gesto deve essere calibrato e indirizzato al minimo risparmio di energie inutili.


Si entra nello Stadio Olimpico, la gente impazzisce, mica i tifosi, di quelli manco l'ombra , impazziscono i podisti che hanno fatto 9km e 300 metri con il cellulare per farsi una foto dentro allo stadio. Italica calciofila prestata alla corsa, gente da poltrona, fettuccine e vino rosso.

Taglio il traguardo e proseguo fuori , esco dall'olimpico ed entro nello stadio dei marmi, quello stadio che nel 1983 mi fece sentire un campione, mi accolse per la finale nazionale dei giochi della gioventù . Quello stadio che qualche mese fa mi ha fatto stare vicino al mio Boss, Bruce Spingsteen il mio mito da italico esterofilo, d'oltreoceano idolatratore.

Born to run l'ha scritta lui mica Francesco Totti.

mercoledì 27 gennaio 2016

3 Comuni dopo 8 anni.



L'ultima volta che ho corso la 3 Comuni è stato nel 2008 assieme al mitico Mario Iannotti, corsi con lui per ringraziarlo per essere stato presente al funerale di mia madre. Si fece oltre 1000 km in mezza giornata e al ritorno prese il volante a Fausto e si mise a guidare lui.

Son tornato quindi a correre una classica del podismo romano, una gara molto bella per il percorso ed anche per il tracciato. Se sbagli l'approccio a questa gara rischi di imballare le gambe per un sacco di giorni e di rallentare la preparazione per la maratona di Roma.

Corro assieme all'amico Stefano e dopo qualche kilometro si aggiunge Mauro e così formiamo un trio orange che trotterella a 5'15 di media su un bel percorso nervoso che va da Civita Castellana a Nepi. Siamo veramente tanti e si fa fatica a dribblare podisti che non sanno veramente correre con gli altri, vanno a zig  zag, tagliano senza preavviso, insomma corrono come guidano.

Arrivati a Nepi ci si incrocia con quelli che precedono e poi con quelli che stanno più indietro, il passo è regolare e nonostante il poco allenamento riesco a tenere il ritmo sempre in spinta, dopo Castel S.Elia si inizia a scendere per qualche km e il ritmo aumenta , tanto so che il muro finale di 2 km per risalire a Civita mi bloccherà e così succede.

Le gambe ad inizio salita sono bloccate meccanicamente, il fiato c'è ma le gambe non riescono a correre, cammino per molti tratti ma ormai il più è fatto, il duo Stefano Mauro mi lascia lì e mi batte pure il Pres ma io son contento lo stesso, altri 22km in cascina per la maratona.

E poi ieri ho corso tranquillo 1 ora e oggi belle ripetute sui 200 per ritrovare freschezza nelle gambe.
Domenica si corre Miguel , senza previsioni, sempre dentro al groviglio.

Buona strada!

giovedì 21 gennaio 2016

Groviglio.



Come una matassa di fili elettrici, un ammasso di cavi del computer,  tivù e  decoder, cioè di tutti quei cavi che si nascondono, come serpenti tra le rocce, tra il muro e la scrivania o il mobile della zona multimediale di casa.




Come le borse delle donne che quando ci mettono le mani dentro fuoriesce tutto insieme il contenuto delle piccole cose lì dentro custodite. Dal rossetto alle chiavi della macchina, dal fermacapelli al cellulare, no quello è già in mano, anzi si rovista nella borsa con una mano sola perché l'altra è impegnata a tenere il cellulare. Dal sacchetto ripiegato tipo origami per fare la spesa in qualunque momento, alle varie pastiglie per le varie mutevolezze che solo le donne sanno.

Come la cassetta degli attrezzi che tutti i bravi uomini di casa tengono nel ripostiglio o nel garage, dove tutto viene messo lì a casaccio e quando prendi la chiave inglese del dodici e tiri su la mano ti viene appresso tutto un ammasso di chiavi, di chiodi, di lime , tenaglie e cose varie.

Come quando apri il frigo e cerchi una cosa sola e quella cosa sola sta proprio sotto a tutto il resto e tu cerchi di tirarla fuori ma mezzo frigorifero gli va appresso, incollata tra le plastiche unte che ricoprono i cibi e sicuramente qualcuna di queste casca in terra.

Come quando prepari una bella ricetta e metti tutti gli ingredienti davanti a te sul lavello e poi tutti gli utensili che ti servono e mentre sposti una padella spingi mezza cucina e tutto traborda e il suono ferroso ti fa sembrare che tutto cascherà e sarà per sempre.

Come queste e tante altre situazioni così, sto tirando fuori dalle mie esperienze, dalle mie conoscenze, dai miei ricordi, la preparazione per correre la Maratona di Roma. Da tutti questi grovigli di sensazioni passate, di ricordi che affiorano di quando preparavo la 42 km, da tutti questi gomitoli aggrovigliati sto tirando i fili principali per trovare il capo della matassa.

Ci lavoro con calma, senza tirare giù tabelle, tempi , recuperi, modalità varie, gare da dover fare, ma guardo con un occhio distaccato a tutto questo che dovrò fare nei tre mesi che mancano. Ogni volta che preparo tabelle, che scendo nei particolari,succede sempre qualcosa che interrompe la catena virtuosa, da un malanno ad un contrattempo . E la tabella va a farsi benedire e la programmazione salta.

E allora mi gusto questo ritrovare giorno per giorno quella lentezza che poi sarà mia per i 42 km, quel pensare al singolo allenamento incastonandolo nella scheletratura del precedente e con un minimo di pensiero per quello successivo. So che devo dare gradualità al chilometraggio settimanale e pure al lunghissimo bisettimanale, sono ormai entrato in modalità maratoneta ma con una maturità diversa rispetto al passato.

Ieri ho corso 12 km con in mezzo delle variazioni di 500 m con recupero della stessa distanza, la bellezza in tutto ciò è stata la capacità di proseguire dopo la sezione delle variazioni con altri km di corsa lenta. Il principio del maratoneta è soltanto questo, correre e poi correre e ancora correre.
Il segreto sta nel variare la corsa ma sempre in corsa, di corsa senza interruzioni, altre idee escono dalla matassa mentre vanno avanti gli allenamenti ma le si tengono lì davanti e non si mettono per iscritto, non si programmano.

Arriveranno i lunghissimi collinari e poi quelli in pianura , arriveranno le ripetute lunghe e le gambe di piombo, arriverà pure quella start line e da quel momento la matassa si sbroglierà del tutto e solo allora saprò se i fili che ho tirato saranno quelli giusti.

Buona corsa, amici miei.