mercoledì 9 maggio 2018

E voi come organizzate le vostre gare?

Se vuoi fare il dirigente di una squadra seria come la Running Evolution devi dare l'esempio, quindi devi arrivare all'appuntamento delle 6.30 al casello prima dell'arrivo del ducato orange.

Devi assecondare la route map dell'autiere Giuseppe e devi farti carico del montaggio del gazebo alle 7 del mattina in una piazza ancora piena di macchine nonostante il divieto di sosta.
Devi avere una buona parola per tutti gli orange che arrivano alla spicciolata, devi farti un giro di promozione col Presidente Fausto presso tutti gli altri gazebo per la nostra Corricolonna del 30 settembre.

Devi avere l'occhio critico nel valutare l'organizzazione della gara in cui ti trovi e trovare spunti per la gara che organizzi tu. Infine devi correre testando i percorsi e valutando se le aspettative si avvicinino alla realtà, cioè se il "pianeggiante" del volantino non sia in realtà una "forte salita" e se il "ricco pacco gara" non si riduca alla "solita maglietta lavavetri".



E così ho fatto domenica scorsa alla Corri Bravetta, la mia prima volta ad una gara molto partecipata ma che soffre un po' della logistica della zona partenza. Il percorso è bello soprattutto nella parte all'interno di Villa Pamphili mentre perde nel finale quando ci si imbottiglia in una piccola striscia d'asfalto tra marciapiede e transenne. Ricchissimo il buffet di fine gara ma io non ne approfitto mai, non so spiegarmi come ci si possa abbuffare appena finita una gara con i battiti ancora sopra i 120.

Ho vissuto a Boccea per qualche anno e la zona mi è rimasta nel cuore, sono tornato indietro di 25 anni e alle mie corse dentro Villa DORIA Pamphili, un bellissimo polmone verde che permette agli amici ramarri della squadra che prende il nome della villa a fare tesserati su tesserati. Complimenti a loro per la passione e la location naturale.

A fine gara col Pres Fausto commentavano con dirigenti di un grande team romano del fatto che alle otto del mattino tutta la zona partenza era da preparare e della parte finale del percorso. Ragionavamo sugli elementi che fanno la differenza qualitativa tra le varie gare e come, a volte, il dare un'elevata qualità non corrisponda a numeri maggiori di partecipazione. 

Da qui la domanda che ci si pone se ne vale la pena di fare grandi sforzi organizzativi per poi avere dei riscontri nei numeri di pari livello.
La risposta è che comunque ne vale sempre la pena sia per avere maggiore sicurezza per i partecipanti e sia per soddisfazione personale.






Per quanto riguarda la mia prestazione sono contento, ho fatto i primi 7 km sotto ai 5 al km e poi le salite finali mi hanno colto impreparato.
Conto di scendere presto sotto i 50' nei 10 km ma ora sono imbottito di antibiotici per l'estrazione di un dente e devo riposare un po'.
Buona strada a tutti e mi raccomando, occhio ad attraversare!

Nessun commento: